Vomito

Che cos'è

Il vomito è un disturbo abbastanza frequente che consiste nell'espulsione violenta dalla bocca del cibo contenuto nello stomaco. Si accompagna in genere ad aumento della salivazione e pallore. Normalmente il termine vomito viene usato in maniera indistinta per indicare tre condizioni diverse: la nausea, i conati ed il vomito vero e proprio.
La nausea è una sensazione difficilmente descrivibile, essendo percepibile solo dal singolo individuo. Di norma precede il vomito, ma non sempre chi l'avverte poi vomita.
I conati di vomito sono dovuti alla contrazione della muscolatura respiratoria e precedono o accompagnano il vomito.

Il meccanismo del vomito

Il vomito è il risultato di un complesso meccanismo, regolato da una ''centralina di comando'' collocata in una particolare zona del cervello. A questo ''centro del vomito'' arrivano segnali da varie parti dell'organismo:
  • dalla corteccia cerebrale, che può stimolare il centro mandando messaggi di sapori, odori, ricordi, emozioni, immagini;
  • dall'orecchio, che trasmette soprattutto informazioni relative alla posizione del corpo rispetto allo spazio;
  • da diverse parti dell'apparato digerente (gola, stomaco, intestino) e da altri organi, come il cuore.

 Al centro del vomito arrivano anche gli stimoli indotti dall'esposizione a radiazioni o provenienti da un'altra zona del cervello, che viene a sua volta eccitata dalla presenza di particolari sostanze chimiche, sia prodotte dall'organismo (es. urea, ''acetone'') che somministrate a scopo terapeutico (farmaci). Una volta eccitato, il centro invia di rimando alle ghiandole salivari, alla muscolatura dell'addome, al diaframma e a varie porzioni dello stomaco, dell'esofago e del duodeno gli stimoli che si traducono nel vomito. I farmaci contro il vomito (antiemetici) agiscono inibendo l'attività di questo centro.

Le cause del vomito

Il vomito può avere diverse cause e presentarsi all'improvviso o periodicamente. In certi casi può essere facilmente intuita la sua funzione di difesa: infatti, l'ingestione di sostanze pericolose o di corpi estranei può indurre il vomito che va visto come un tentativo dell'organismo di espellere ciò che può nuocere. In molti altri casi invece non è possibile individuare una funzione di difesa ed il vomito diventa un disturbo privo di scopo.
Il vomito è un sintomo che si accompagna ad alcuni disturbi dell'apparato digerente (es. gastroenterite, ulcera, occlusione intestinale, alterazioni della motilità gastro-intestinale). Può essere dovuto ad infezioni da batteri e virus o, nei bambini, essere provocato dalla presenza di una elevata quantità di ''acetone'' nel sangue. Il vomito è di frequente riscontro durante la gravidanza, soprattutto nei primi mesi. Molte persone soffrono di nausea e vomito quando vanno in automobile, in nave, o in aereo (mal di movimento o cinetosi); in altre persone, che soffrono di disturbi al sistema di controllo della posizione del corpo nello spazio (situato nell'orecchio), il vomito accompagna le vertigini. Altre cause possono essere gli stimoli dolorosi (es. dolori mestruali, emicrania) o le emozioni violente. Nausea o vomito dopo un intervento chirurgico sono parimenti condizioni abbastanza frequenti e disturbanti.
 
Anche molti farmaci possono provocare sintomi di nausea e vomito, soprattutto quando vengono somministrati per bocca ma non solo.
Tra i farmaci, quelli impiegati nei trattamenti antitumorali sono quelli che inducono la forma più grave di vomito.

Conseguenze del vomito

Un singolo episodio o isolati episodi di vomito non comportano mai gravi problemi. Un vomito ripetuto comporta invece la perdita soprattutto di acqua, sodio, cloro, potassio: se tale perdita diventa importante è indispensabile l'intervento del medico per ripristinare l'acqua e i sali persi. Inoltre, un vomito prolungato impedisce una normale alimentazione e questo può portare a denutrizione. Altra complicanza può essere una emorragia da lacerazione del rivestimento interno (la mucosa) dello stomaco.
Nelle persone con alterazione dello stato di coscienza (ad esempio dopo un incidente stradale o un intervento chirurgico) c'è il rischio che il vomito possa essere aspirato nelle vie respiratorie e provocare una polmonite.

trattamento delle varie forme di vomito

  • Vomito associato a gastroenterite
    La nausea e il vomito tendono ad autolimitarsi e l'impiego di un antiemetico non è quasi mai necessario. Più importante, soprattutto nei bambini, è assicurare un'adeguata assunzione di liquidi e nutrienti (es. acqua leggermente zuccherata somministrata in piccole quantità).

  • Vomito da disturbi digestivi
    Insorge come conseguenza di un rallentato passaggio degli alimenti attraverso l'apparato digerente.
    La metoclopramide (es. Plasil) e il domperidone (es: Peridon, Motilium) sono tra i farmaci più frequentemente utilizzati nel vomito di questo tipo e agiscono stimolando le normali contrazioni dello stomaco e dell'intestino e ne favoriscono lo svuotamento accelerando il transito degli alimenti. La metoclopramide può avere effetti indesiderati a carico del sistema nervoso centrale, soprattutto nei giovani sotto i 20 anni e negli anziani. Il domperidone sembra essere privo di effetti di questo tipo ed è quindi preferibile in questi pazienti.

  • Vomito da mal di testa
    A volte il mal di testa, soprattutto quando si presenta con dolore molto forte, è accompagnato da nausea e vomito. In questi casi è il mal di testa che va curato. Può essere utile tuttavia assumere un antiemetico prima dell'antidolorifico per facilitare l'azione di quest'ultimo. Appena l'attacco insorge, inoltre, è consigliabile sdraiarsi sul fianco destro (per favorire lo svuotamento dello stomaco), evitare l'esposizione a odori intensi e riposare in una stanza tranquilla, in penombra. Questi provvedimenti rappresentano un importante supporto al trattamento farmacologico.

  • Vomito in gravidanza
    La nausea che compare di solito al mattino è uno dei sintomi più frequenti nelle prime settimane di gravidanza, potendo interessare il 70-80% delle donne, molte delle quali hanno inoltre episodi più o meno frequenti di vomito, che in alcuni casi può essere così grave da richiedere il ricovero ospedaliero per il trattamento degli squilibri idro-elettrolitici. Tende a scomparire spontaneamente verso il 3°-4° mese. Per superare il senso di nausea e vomito (che si accentua in presenza di particolari ''odori'', percepiti soggettivamente come fastidiosi) può essere sufficiente, per la mamma in attesa, introdurre per colazione cibi solidi, ricchi in zuccheri ed evitare di assumere una eccessiva quantità di liquidi. Durante la giornata può essere utile fare piccoli pasti ad intervalli frequenti (es. ogni 2 ore). E' importante inoltre evitare posizioni che facilitano il vomito, come il restare piegata col busto in avanti o in posizione sdraiata completamente orizzontale. Se, malgrado questi accorgimenti, la nausea e il vomito si manifestano con attacchi violenti oppure si protraggono nel tempo, occorre rivolgersi al medico. E' infatti sconsigliabile assumere farmaci antiemetici di propria iniziativa, essendo necessario scegliere i farmaci più sicuri per l'impiego in gravidanza.

  • Vomito associato a movimento (cinetosi) 

  • Vomito nel bambino

Data di redazione Archivio Saninforma.


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