Farmaci e anziani

L'età cronologica è oggi un indicatore assai poco preciso dell'invecchiamento biologico: invecchiare infatti non è più, come in passato, sinonimo di decadimento. A volte, anzi, è vero l'esatto contrario e la vecchiaia può essere una stagione felice della vita, in cui, ad esempio, l'allontanamento dal mondo del lavoro concede una nuova libertà di pensiero e di azione.
 
 
Il modo in cui una persona invecchia dipende da diversi fattori, fra cui il corredo genetico, le abitudini di vita, il livello culturale ed economico (la povertà è indubbiamente una delle cause maggiori della cattiva salute), un adeguato sostegno familiare e sociale o, all'estremo opposto, l'isolamento.
In questo contesto qual è il ruolo dei farmaci?
Nel rapporto con i farmaci è facile trovare negli anziani due atteggiamenti opposti. Vi sono quelli totalmente ''farmacodipendenti'', che tendono a regolare con le medicine anche le più normali attività fisiologiche del loro organismo: una pillola per normalizzare le funzioni intestinali, un flaconcino per aiutare la memoria, le gocce per dormire e, all'occasione, per calmarsi quando si è un po' agitati e così via. All'estremo opposto, ci sono quelli altrettanto strenuamente ''contrari ai farmaci'', quelli che pensano che i farmaci fanno più male che bene, che dimezzano regolarmente i dosaggi o evitano del tutto di seguire le terapie prescritte, soprattutto se la malattia da curare non arreca disturbi apparenti.
Come sempre, c'è una via di mezzo: assumere i farmaci nel modo corretto e solo quando sono veramente necessari. I farmaci possono infatti curare le malattie, alleviarne i sintomi e prevenire le complicazioni. In questo senso migliorano la qualità della vita e la prolungano. A tutt'oggi, invece nonostante ricorrenti quanto ingiustificati entusiasmi (come è stato in passato per il Gerovital o, più recentemente, per l'ormone della crescita, la melatonina e il DHEA), non esistono farmaci in grado di ritardare l'invecchiamento.
 
I problemi connessi al trattamento farmacologico di una persona anziana sono numerosi e spesso si sommano l'uno all'altro, complicando il quadro generale.
 
I farmaci
Spesso, con l'età, aumentano i problemi di salute e nuovi malanni si sommano ad altri. Al rialzo della pressione arteriosa si aggiunge l'artrosi; in un paziente diabetico possono subentrare problemi cardiaci o difficoltà respiratorie. Gli anziani, in genere, consumano più farmaci perché hanno più problemi contemporaneamente e in molti casi si tratta di malattie croniche che richiedono trattamenti continuativi. Aumentando il numero di farmaci assunti, aumenta anche il rischio che compaiano effetti negativi legati alla terapia.
Con l'età inoltre può diventare più difficile seguire scrupolosamente le istruzioni ricevute e possono aumentare gli errori nell'assunzione dei medicinali. Quanti più farmaci si assumono, tanto più aumenta la probabilità di sbagliare. La perdita della memoria, l'indebolimento della vista e la scarsa destrezza manuale possono anch'essi giocare un ruolo importante.
A questo si aggiunge che, invecchiando, l'organismo cambia e questo influenza il modo in cui reagisce alla somministrazione di farmaci. Fra i cambiamenti, il più importante è la diminuzione della funzionalità degli organi che trasformano ed eliminano i farmaci, ossia il fegato e i reni, col rischio che alcuni farmaci si accumulino nell'organismo, rendendo più probabili le reazioni di tossicità.
A volte poi l'anziano, o i suoi familiari, non comprendono il significato esatto della terapia e non sanno distinguere i farmaci essenziali da quelli meno importanti.
Non tutti i farmaci infatti hanno la stessa importanza, alcuni anzi sono decisamente inutili e per questo non sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (sono in classe C, la classe di farmaci che il cittadino paga di tasca propria): lo Stato ha ritenuto infatti di non farsi carico della spesa per medicinali di scarso o nessun valore terapeutico, la cui efficacia non è sufficientemente dimostrata.
Un esempio classico sono i farmaci per l'invecchiamento cerebrale e i disturbi della memoria.
Il fatto che un farmaco sia disponibile in commercio purtroppo non assicura di per sé che sia efficace, vale a dire in grado di mantenere ciò che promette. Ciò dipende anche dal fatto che le leggi sulla registrazione dei farmaci (cioè l'autorizzazione alla vendita) in Italia sono state a lungo poco rigorose. Oggi la situazione è decisamente migliorata, ma sono ancora in circolazione molti prodotti introdotti in commercio passato, la cui efficacia non è mai stata dimostrata, per i quali il processo di rimozione è inevitabilmente lento e faticoso.
 
È importante che le persone anziane, ancor più degli altri, sappiano cosa attendersi dalle medicine e imparino a usarle correttamente. Così come è importante imparare ad ascoltare i messaggi del proprio corpo, a distinguere i malanni passeggeri da quelli più seri.
E, soprattutto, non si deve pretendere di risolvere tutti i disturbi con una medicina e non aspettarsi che il medico concluda sempre la visita con una prescrizione. È ormai assodato che spesso il medico prescrive farmaci solo per accontentare il paziente. Purtroppo ci sono disagi ai quali nessun farmaco può porre rimedio. Quanto più il medico tenta di rispondere con un farmaco a ogni problema, tanto più la terapia si complica senza apportare vantaggi ma aumentando il rischio di errori nell'assunzione e di interazioni farmacologiche.
 
Oltre ai suggerimenti generali indicati nel decalogo per un uso corretto del farmaco, alcuni altri consigli sono validi soprattutto per le persone anziane:
 
  • Accertarsi di aver capito bene le istruzioni e, se non si è sicuri di ricordare tutte le informazioni, preparare un elenco di domande da fare al medico e al farmacista.
  • Se si devono assumere più medicine nel corso della giornata, scriverne i nomi e l'orario di assunzione, ricorrendo eventualmente ad un prospetto settimanale dettagliato su cui ''spuntare'' ogni dose a mano a mano che viene assunta. In farmacia sono in vendita appositi contenitori a scomparti.
  • Seguire lo schema consigliato dal medico senza variazioni. In particolare, non sospendere né prolungare l'assunzione di farmaci solo in base a ''impressioni'' personali né ridurre il dosaggio pensando che sia troppo elevato.
  • Non gettare i foglietti illustrativi: contengono i dosaggi, le avvertenze, le controindicazioni e gli effetti indesiderati. Non scambiare i contagocce di preparati diversi.
  • Non scambiare né sostituire i cucchiai dosatori di certi sciroppi. La dose di farmaco non sarebbe più la stessa.
  • Avvertire il medico tempestivamente se si notano insoliti cambiamenti, anche lievi, dello stato di salute, o la comparsa di disturbi diversi da quelli attesi.
  • Non curarsi da soli, non seguire i suggerimenti di un amico, di un parente, della rubrica di un giornale o della pubblicità televisiva: assumere medicinali senza la prescrizione del medico o il consiglio del farmacista può comportare dei rischi.
  • Attenersi a corrette abitudini di vita è il modo migliore per preparasi a una vecchiaia serena, almeno sotto il profilo della salute: una sana alimentazione, l'esercizio fisico e attività di socializzazione che impegnano anche la mente contano più di molti farmaci.
  • Per evitare l'affollamento dell'armadietto e inutili sprechi, quando andate dal medico portate con voi una lista dei farmaci che avete in casa: potrà valutare la possibilità di utilizzarne uno.

Data di redazione Archivio Saninforma.


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