Come medicare un'ustione da marmitta?

Quesito

Quale trattamento per un'ustione della gamba con la marmitta del motorino? Nonostante disinfetti la ferita ogni giorno e la medichi con ''Connettivina garze'' noto che la pelle intorno è arrossata e ho la sensazione che tiri.

Risposta

Con ogni probabilità, l'ustione che si è procurato è un'ustione di 2° grado; in queste ustioni, oltre allo strato superficiale della pelle, viene colpito anche lo strato di tessuto immediatamente sottostante. In particolare, gli esiti di ustioni causate dalla marmitta del motorino sono abbastanza profondi e generalmente richiedono qualche settimana per guarire, lasciando spesso cicatrici permanenti.
Le ustioni di secondo grado più profonde vanno deterse e disinfettate con una soluzione antisettica (a base di clorexidina, clorossidante elettrolitico, come l'Amuchina, o povidone iodio (es. Betadine)). Le bolle vanno aperte forandole con ago sterile (passato alla fiamma), facendo defluire il liquido, senza però togliere la pelle che forma il tetto della bolla; successivamente la pelle della vescica può essere delicatamente rimossa tagliandola con forbicine disinfettate con cura, ma solo dopo alcuni giorni. E' opportuno medicare la parte colpita con una garza grassa (es. Non-ad), ricoprirla con garza sterile e poi fasciarla con una benda, senza mai comprimere troppo. Connettivina (e Fitostimoline) garze vanno considerate nulla più che semplici garze grasse: non è infatti dimostrato il presunto effetto coadiuvante dei processi riparativi tessutali dei principi attivi in esse contenuti; sono comunque adatte a questo tipo di uso, in quanto non si attaccano alla ferita. E' importante tuttavia sottolineare che se queste garze non vengono cambiate con frequenza si seccano e vanno ad incorporarsi nel tessuto in via di formazione, rendendo molto dolorosa la sostituzione con una nuova garza. E' altresì importante detergere e disinfettare accuratamente la ferita per scongiurare il rischio di infezioni; risulta invece inutile e comunque sconsigliato l'impiego di antibiotici topici. Fra le medicazioni di nuova generazione meritano una certa attenzione le medicazioni a base di idrocolloidi (es.Duoderm) che mantengono condizioni di caldo umido (ottimali per la cicatrizzazione della ferita) e formano una barriera nei confronti dei microrganismi, rendendo, nel contempo, più rapida la guarigione. Gli idrocolloidi sono costituiti da una parte interna aderente e da uno strato esterno di poliuretano impermeabile o semi permeabile che isola la lesione, proteggendola da possibili contaminazioni batteriche. Gli idrocolloidi dello strato interno, sciogliendosi a contatto con l'essudato, si espandono fino a ricoprire la superficie della lesione ed esercitano una pressione che previene la comparsa di dolore, mantenendo, nel contempo, il giusto grado di umidità. Le medicazioni a base di idrocolloidi sono indicate, oltre che per le ustioni di 1° e 2° grado, per piaghe da compressione, ulcere degli arti inferiori e zone di prelievo cutanee. Vanno lasciate in sede al massimo per cinque giorni.
Infine, l'arrossamento intorno alla lesione è un fatto più che normale: i processi di cicatrizzazione messi in atto dal nostro corpo richiedono infatti un maggior afflusso di sangue. E' anche normale che la pelle ''tiri'': nelle lesioni dove c'è stata una notevole perdita di tessuto cutaneo la guarigione avviene attraverso la produzione di nuovo tessuto (di granulazione) che determina una contrazione della ferita. Il dolore che sente quando si alza in piedi dalla posizione sdraiata dovrebbe verosimilmente essere dovuto all'improvviso afflusso di sangue alla ferita, ma dovrebbe passare mantenendo la posizione eretta. Naturalmente, se la situazione non dovesse migliorare progressivamente, ma, viceversa, peggiorare, il nostro consiglio è di rivolgersi al medico.

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