I parassiti esterni di cane e gatto

Pulci, zecche e pidocchi, oltre ad essere fonte di grande fastidio per i nostri animali, possono, in alcuni casi particolari, trasmettere loro malattie e infestare gli ambienti che condividono con noi. È importante perciò adottare le misure necessarie per ridurre il rischio che divengano "sgraditi e pericolosi ospiti" dei nostri animali.
Secondo un recente sondaggio, nelle case italiane vivono circa 14 milioni tra cani e gatti. Gli animali domestici ci fanno grande compagnia, sono straordinari compagni di gioco per i bambini e, in molti casi, sono considerati a tutti gli effetti componenti della famiglia. Rispetto al pas sato oggi c'è una maggiore attenzione nei confronti della salute dei nostri amici domestici: oltre alle vaccinazioni, che vanno eseguite con regolarità rispettando le indicazioni fornite dal veterinario, un problema sanitario che i proprietari non devono trascurare sono i parassiti esterni.

Le pulci

Sono parassiti di piccole dimensioni, di colore bruno-rossiccio, che vivono sulla cute di cane e gatto e si nutrono succhiandone il sangue. Si trasmettono per contatto diretto con altri animali infestati a indirettamente tramite l'ambiente (cuccia, moquette, box, prato, ecc.), dove vengono deposte le uova.
Le pulci possono infestare gli animali tutto l'anno, dato che nella maggior parte dei casi essi non vivono all'aperto ma in casa, dove la temperatura è mite anche d'inverno. L'infestazione da pulci normalmente passa inosservata nel gatto, a cui non provoca alcun fastidio, mentre nel cane provoca di solito reazioni locali con prurito insistente che costringe l'animale a grattarsi ripetutamente.

I PIDOCCHI

Anche i pidocchi. pur se con minor frequenza rispetto alle pulci. possono parassitare cani e gatti. Possono essere trasmessi da un animale all'altro tramite contatto diretto, l'utilizzo comune di spazzole e pettini o il soggiorno in ambienti comuni, anche se, a differenza delle pulci, la loro sopravvivenza nell'ambiente è breve (2-3 giorni), pertanto il rischio di infestazione dell'ambiente domestico è minore. Come le pulci possono trasmettere parassiti intestinali (tenie). Le pulci e i pidocchi di provenienza animale non infestano l'uomo, che può tuttavia essere occasionalmente punto. La puntura provoca un prurito momentaneo e circoscritto che scompare generalmente senza richiedere l'impiego di farmaci.

LE ZECCHE

Sono piccoli insetti di colore marrone o grigio che parassitano gli animali e occasionalmente anche l'uomo, nutrendosi del loro sangue. Le loro dimensioni variano a seconda dello stadio di sviluppo (larva-ninfa-adulto) da 1 a 3-4 mm, ma possono raggiungere anche il centimetro quando sono piene di sangue dell'ospite. In Italia si possono incontrare prevalentemente due tipi di zecche: la zecca dei boschi e la zecca del cane, che normalmente parassita solo il cane e solo eccezionalmente si attacca all'uomo o ad altri animali.
Entrambi i tipi sono particolarmente attivi nel periodo tardo-primaverile ed estivo. Si fissano alla pelle dell'ospite e iniziano a succhiarne il sangue, fino a triplicare le loro dimensioni: in 5-6 giorni una zecca può raggiungere la grandezza di un pisello. Individuare le zecche che si sono attaccate al corpo di cani e gatti non è così semplice, perché possono confondersi con il pelo soprattutto se folto e scuro. È bene ispezionare con cura principalmente le orecchie (anche dentro il padiglione auricolare), il collo, la coda, le zampe e la zona inguinale; se si percepiscono piccoli rilievi duri e tondeggianti che da vicino rivelano la presenza di zampe, si tratta di una zecca. Le zecche possono causare disturbi di vario genere, la conseguenza più grave, sic per l'animale che per l'uomo, è l'inoculazione di microrganismi responsabili di infezioni importanti. Il rischio è maggiore se la zecca rimane attaccata per più di 24 ore perché è a questo punto che l'insetto rigurgita la parte del sangue che non ha utilizzato per il proprio nutrimento immettendolo nuovamente In circolo nell'ospite e trasmettendogli così i microrganismi portatori di malattie.

COSA FARE

Il rispetto di alcune semplici regole riduce di molto il rischio di infestazione sia per i nostri animali che, di riflesso, per l'ambiente in cui vivono:
  • in primo luogo utilizzare antiparassitari, secondo la periodicità e la modalità di applicazione indicate nel foglietto illustrativo. Si tratta di prodotti formulati come spray da spruzzare sulla cute dell'animale sollevando il pelo, pipette spot-on che contengono un determinato volume di soluzione antiparassitaria, diverso a seconda del peso dell'animale da trattare, da applicare sulla pelle in uno o più punti a seconda del prodotto, oppure collari. A seconda dei principi attivi contenuti, possono avere un effetto repellente e/o eliminare i parassiti già a contatto con l'animale e, in alcuni casi, proteggere anche l'ambiente domestico. Inoltre non tutti i prodotti sono attivi contro gli stessi parassiti; è bene scegliere in base alle indicazioni del proprio veterinario. Normalmente tutti sono ben tollerati e non danno effetti collaterali, a patto che vengano utilizzati in modo corretto. Per proteggere l'animale da zecche e pulci può essere sufficiente utilizzare gli antiparassitari dalla primavera (orientativamente marzo-aprile) all'autunno (fino alla fine di ottobre); tuttavia se vive in casa è bene che l'antiparassitario venga applicato per tutto l'anno.
  • non utilizzare la stessa spazzola e lo stesso pettine per toelettare più animali;
  • mantenere rasata l'erba del giardino riduce il rischio di infestazione ambientale
  • normalmente non è necessario trattare con antiparassitari l'ambiente in cui l'animale vive: trattare il cane o il gatto rispettando le scadenze limita automaticamente il rischio di infestazione ambientale.
Se nonostante l'applicazione dell'antiparassitario singole zecche si dovessero comunque attaccare all'animale, è bene rimuoverle appena ci si accorge della loro presenza: afferrarla con le apposite pinzette e tirare verso l'alto stando attenti a non torcerne il corpo, altrimenti rigurgitano il contenuto gastrico ed è più facile la trasmissione di eventuali agenti patogeni. Non usare metodi di estrazione impropri, come benzina, ammoniaca, acetone, olio perché potrebbero "irritare" la zecca, aumentando il rischio di infezione. La zecca rimossa non va schiacciata. Va però uccisa o bruciandola o immergendola per alcune ore in un vasetto di alcool preparato in precedenza.

Data di redazione Lugio 2018


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