Giornata mondiale dell'AIDS: non abbassiamo la guardia!

In Italia su 4 persone infettate dal virus dell'AIDS (HIV) solo una è a conoscenza del proprio stato. Ma non si tratta di una situazione solo nostra: in tutti i paesi del mondo numero delle persone che non sanno di essere state contagiate dal virus HIV è di gran lunga superiore al numero di quelle che lo sanno. Ecco perché è importante sottoporsi al test per scoprire una eventuale positività all'HIV.
 
L'Istituto superiore della sanità ha stimato che nel 2016 vi siano stati circa 3.500 nuovi casi e di questi circa la metà rilevata solo in uno stadio avanzato della malattia. La necessità di educare e far conoscere anche ai più giovani come prevenire il contagio impone di non abbassare mai la guardia! La prevenzione è fondamentale per combattere il dilagare della malattia: educare soprattutto i più giovani al sesso sicuro e a comportamenti responsabili può fare la differenza, soprattutto considerando che, secondo un recente sondaggio, sono proprio i giovani ad essere meno informati.
Ma è altrettanto importante che chi ha avuto contatti sessuali a rischio si sottoponga al test per scoprire una eventuale positività all'HIV: diagnosi tardive non solo rendono più difficile trattare la malattia ma aumentano i contagi amplificando la catena delle infezioni.
Ciò che deve spingere una persona a fare il test non è solo la presenza di sintomi, che compaiono in una fase tardiva della malattia, ma è soprattutto una valutazione sul proprio comportamento, recente o passato come rapporti sessuali senza preservativo con partner occasionali o con un partner abituale che non si è rivelato fedele, dello stesso o dell'altro sesso. Se tali rapporti si sono verificati in ambienti molto promiscui o a seguito di incontri scaturiti da chat o siti online anche i soli rapporti orali senza protezione possono risultare a rischio di trasmissione del virus. Dovrebbero sottoporsi al test anche le donne all'inizio della gravidanza, le coppie che desiderano un bambino e chi intraprende una relazione sentimentale con una persone di cui ignora lo stato di salute, oltre ovviamente chi ha una storia in atto o passata di tossicodipendenza per via venosa, specie se con scambio di siringhe.
 
Il test è gratuito e anonimo e non occorre la richiesta del medico se ci si reca presso il Reparto di Malattie Infettive di qualsiasi capoluogo di Provincia. Con la richiesta del proprio medico curante tuttavia ci si può sottoporre al test presso un qualsiasi ambulatorio pubblico o privato con il pagamento del ticket o del costo intero.
 
I test attuali risultano molto attendibili ma devono essere trascorsi tre mesi da un eventuale contatto a rischio. Questo periodo di 90 giorni viene definito "intervallo finestra" ed è il periodo che occorre all'organismo per produrre gli anticorpi che vengono evidenziati dal test e che segnalano la presenza del virus.
 
L'AUTOTEST
 
Oltre ai test già a disposizione dei cittadini nell'ambito delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale, per la diagnosi del virus HIV è disponibile dallo scorso anno anche un auto-test, acquistabile liberamente (solo da maggiorenni) in farmacia senza ricetta. Il test si esegue sul sangue ottenuto con una piccola puntura ad un polpastrello. L'esecuzione richiede pochi minuti e già dopo 15 minuti sono disponibili i risultati. Il test è affidabile per la diagnosi delle infezioni da HIV avvenute almeno tre mesi prima: se il risultato è negativo, significa che probabilmente non si è contratta l'infezione e si può stare tranquilli (a condizione ovviamente che non vi siano stati ulteriori comportamenti a rischio nell'intervallo finestra!). Quando invece l'autotest risulta positivo, è necessario confermare la diagnosi con le analisi di laboratorio prima di avviare qualunque cura o terapia. Il test, anche se in percentuale minima, potrebbe dare anche risultati falsamente positivi cioè evidenziare una positività al virus che in realtà non c'è. Questo problema tuttavia è superato dal fatto che la positività va comunque sempre confermata sottoponendosi tempestivamente ad un esame di laboratorio.
 
Come è facile immaginare, la commercializzazione di questo test ha suscitato reazioni sia positive che negative. Per citarne alcune, se da un lato c'è chi teme che una eventuale positività potrebbe essere traumatizzante se scoperta senza una adeguato sostegno psicologico, come quello che potrebbe essere fornito al personale medico che consegna il referto, dall'altro c'è chi sostiene che la facile reperibilità del test e la privacy che consente di poterlo effettuare in un contesto riservato come la propria casa, potrebbe intercettare anche le persone che oggi non se la sentono di rivolgersi alle strutture preposte in cui si fanno i test per l'HIV e questo in ogni caso è un bene!
 
Molte volte è la paura di scoprire la positività ad impedirci di sottoporci al test, ma più si aspetta peggio è. La diagnosi precoce offre importanti vantaggi per noi e per gli altri. Innanzitutto la possibilità in caso di positività confermata, di ricevere adeguate cure, assistenza e sostegno: se il trattamento dell'infezione da HIV viene iniziato tempestivamente i benefici delle terapie antiretrovirali sono maggiori e l'aspettativa di vita delle persone colpite è simile a quella del resto della popolazione. Inoltre le terapie sono inoltre in grado di diminuire la capacità infettiva dell'HIV rendendo meno probabile la trasmissione del virus ad altre persone.

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