Acido ialuronico: una molecola di gran moda

Colliri, creme cosmetiche e cicatrizzanti, iniezioni intra-articolari, integratori dietetici, soluzioni per aerosol ?. L'acido ialuronico è contenuto in tantissimi prodotti per la salute, la bellezza e il benessere. Cos?è e cosa ha di così speciale questa sostanza da consentirne un uso così ampio?

Il consumaotore attento

Il consumatore attento che legge gli ingredienti dei prodotti per la salute, la bellezza e il benessere avrà constatato la presenza dell'acido ialuronico (AI) in moltissimi prodotti e, forse, si avrà la curiosità di saperne di più sulle proprietà di questa sostanza, largamente pubblicizzata anche dal web.
L'AI gode infatti di un florido mercato, essendo proposto e utilizzato in molte condizioni che interessano una numero crescente di potenziali consumatori, quali, ad esempio, anziani con problemi agli occhi e alle articolazioni, giovani sportivi che maltrattano le loro ginocchia, persone che non accettano la comparsa dei segni dell'invecchiamento sul loro viso.

L'AI è una sostanza naturale

L'AI è una sostanza naturale, presente nel tessuto connettivo, quel particolare tessuto che riempie lo spazio tra le cellule della pelle e degli altri tessuti; è presente nel liquido sinoviale che serve per mantenere lubrificate le articolazioni e che funge da cuscinetto ammortizzatore; si trova nell'umor vitreo che riempie la camera interna dell'occhio.
L'AI che viene utilizzato in cosmesi e nei prodotti farmaceutici è ottenuto per estrazione e purificazione dalle creste di gallo o da particolari colture di batteri: conoscere l'origine dell'AI presente nel prodotto che si utilizza può essere importante per chi rifiuta l'impiego di materiali di origine animale, ma non sempre questa informazione è immediatamente disponibile.
Un settore della medicina dove l'utilità dell'AI è ben documentata è quello dell'oculistica: lo ritroviamo infatti frequentemente come ingrediente delle cosiddette "lacrime artificiali", utilizzate in caso di secchezza degli occhi. Grazie alla sua azione idratante e lubrificante, quando instillato nell'occhio in soluzione diluita, l'AI favorisce lo scorrimento delle palpebre, eliminando la sensazione di bruciore o di prurito. L'elevato costo di questi colliri, non rimborsati dal SSN, fa sì che molte persone li utilizzino in modo molto parsimonioso, riducendone così la potenziale utilità.
Un secondo ambito in cui l'AI trova largo impiego riguarda le patologie delle articolazioni, es. l'osteoartrite del ginocchio, una condizione che si stima interessi circa 250 milioni di persone in tutto il mondo.
L'AI è presente nel liquido sinoviale delle articolazioni, dove, grazie alle sue particolari proprietà fisiche, svolge l'azione lubrificante e ammortizzatrice. In particolari condizioni, come nell'osteoartrite o nelle malattie reumatiche, la concentrazione dell'AI si riduce e la sua struttura si altera, perdendo parte della viscosità. La somministrazione intra-articolare di AI mira in primo luogo a eliminare il dolore e, secondariamente, a migliorare la funzionalità dell'articolazione, effetto che auspicabilmente si dovrebbe protrarre per diversi mesi.
Al di là delle affermazioni entusiastiche che si possono trovare sul web, sull'efficacia di questo tipo di intervento la comunità scientifica, a tutt'oggi, non ha raggiunto un consenso unanime perché, fra i vari studi condotti, alcuni non hanno documentato benefici clinici sostanziali mentre altri hanno dimostrato solo una efficacia modesta sul dolore. Il trattamento intra-articolare con AI dell'osteoartrite del ginocchio viene considerato generalmente dagli esperti una misura complementare da prendere in considerazione quando abbiano dato risultati non pienamente soddisfacenti altri provvedimenti come la riduzione del peso (intervento principale), il rafforzamento della muscolatura attraverso l'esercizio fisico, l'utilizzo di un tutore o di un bastone e come un'alternativa ai farmaci anti-infiammatori.

L'iniezione intra-articolare di AI

L'iniezione intra-articolare di AI deve essere praticata esclusivamente da medici esperti, in condizioni di rigorosa asepsi, per evitare infezioni. Un ciclo di trattamento prevede un numero variabile di somministrazioni (da 1 a 5, distanziate di una settimana) a seconda del prodotto che si utilizza. Normalmente i benefici, quando presenti, perdurano per 6-12 mesi.
Gli effetti indesiderati sono in genere modesti, come dolore nel sito di iniezione e gonfiore, ma sono possibili anche reazioni infiammatorie più importanti. Da sottolineare infine che il costo di questo trattamento non è trascurabile: considerando l'acquisto del prodotto e la prestazione del medico si arriva a spendere anche di alcune centinaia di euro per ciclo di trattamento. Il bilancio costi/beneficio non può che essere fatto su base individuale e dopo aver avuto una informazione precisa.

Un altro settore di impego dell'AI

Un altro settore di impego dell'AI è quello della cosmesi, dove lo si utilizza per le sue proprietà idratanti in svariati tipi di prodotti ma, soprattutto, nei cosiddetti dermal fillers (letteralmente: riempitivi dermici), un mercato in rapida espansione in molti paesi. Questi prodotti vengono iniettati sotto pelle per far scomparire temporaneamente le rughe superficiali e profonde, per rimodellare alcune parti del viso (es. labbra) o per correggere inestetismi dovuti a difetti congeniti o acquisiti. L'AI ha il vantaggio, rispetto ad altri filler, di essere biodegradabile ed avere un miglior profilo di sicurezza, a scapito però della durata d'azione che è limitata nel tempo. La disponibilità di prodotti che si differenziano per la loro viscosità consente di affrontare i differenti problemi estetici. La somministrazione va effettuata comunque sempre da medici esperti in chirurgia plastica: anche se spesso vengono definite banalmente "punturine", è necessaria una specifica preparazione e attenzione durante per non provocare danni seri e persistenti. I filler non sono autorizzati come medicinali bensì come dispositivi medici, il che li rende disponibili a chiunque attraverso molteplici canali: una ragione in più per rivolgersi a professionisti qualificati

Data di redazione Settembre 2017


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