L'allergia al lattice

L'allergia al lattice è un problema relativamente recente: la prima segnalazione, che risale al 1979, fu causata da guanti in gomma per uso domestico. Interessa circa l'1 - 2% della popolazione, ma l'incidenza aumenta tra le persone che sono più esposte al lattice per motivi professionali come ad esempio operatori sanitari, i lavoratori dell'industria del lattice, gli addetti alle industrie di pulizia. Sono fattori predisponenti allo sviluppo di questa allergia una storia pregressa di dermatite alle mani, l'atopia e la presenza di allergie alimentari. È più frequente nelle donne in quanto più esposte a questo materiale nella vita domestica di tutti i giorni.

Il lattice

Il lattice naturale si ottiene per incisione dell'albero della gomma (Hevea brasiliensis). Contiene principalmente acqua e particelle di gomma. Nel lattice grezzo sono contenute anche proteine idrosolubili ed è proprio a queste ultime che viene attribuita la responsabilità dell'induzione di allergie, anche se nei diversi prodotti finiti, ottenuti dal lattice, il contenuto di queste proteine è fortemente condizionato dal tipo di lavorazione a cui il materiale di partenza è stato sottoposto. Inoltre durante il processo di lavorazione, al lattice vengono aggiunti vari additivi (ad es. conservanti, vulcanizzanti, antiossidanti e sostanze che prevengono la formazione di grumi), allo scopo di conferire al prodotto finito le caratteristiche desiderate. Queste sostanze, pur se non responsabili di reazioni di sensibilizzazione, sono state chiamate in causa nella comparsa di dermatiti da contatto.

Modalità di esposizione

Per i suoi innegabili pregi (elasticità, resistenza, flessibilità, proprietà di barriera) la gomma naturale è utilizzata per la fabbricazione di numerosi prodotti di uso quotidiano, sia domestico (guanti di gomma, nastri adesivi, profilattici, tettarelle, giocattoli, accessori di indumenti) che medico (guanti, cerotti, bende, lacci emostatici e molti altri dispositivi). Esistono perciò molteplici occasioni per venire a contatto con il lattice. L'allergia insorge solitamente per contatto diretto. Può manifestarsi anche per inalazione anche se questo è un problema soprattutto a livello professionale legato all'utilizzo di guanti lubrificati con amido di mais che si disperde nell'ambiente insieme a piccole particelle di sostanze allergizzanti che vengono così inalate dagli operatori.

Come si manifesta

L'allergia vera e propria è dovuta alla presenza di anticorpi specifici per le proteine contenute nel lattice, anticorpi che vengono prodotti da soggetti predisposti in seguito ad un primo incontro con l'allergene (lattice). In questi soggetti la reazione allergica si manifesta entro pochi minuti dal contatto. I sintomi possono essere limitati alla zona cutanea sede del contatto (es. mani) o diffusi (orticaria localizzata o generalizzata) portando, nei casi più gravi, ad angioedema, broncospasmo fino allo shock anafilattico. Le forme allergiche da contatto alle mani non sono da confondere con la semplice dermatite irritativa da contatto, che ha un'insorgenza graduale (nell'arco di più giorni) e si manifesta con arrossamento, screpolature, desquamazione della cute, fino alla comparsa di piaghe. La diagnosi di allergia al lattice comprende una valutazione della storia e dei sintomi del paziente da parte di un allergologo che accerterà la presenza di segni e sintomi tipici dell'allergia, confermata poi dall'esecuzione di test specifici.

Cosa fare?

Per ridurre al minimo il rischio di sensibilizzazione occorre limitare quanto più possibile il contatto con il lattice. In caso di allergia accertata ecco alcune semplici precauzioni da seguire:
 
  • evitare il contatto con qualunque tipo di materiale in lattice
  • portare con sé una piastrina che permetta di identificare la propria condizione di soggetto allergico al lattice e avvertire i sanitari prima di essere sottoposti ad interventi od indagini diagnostiche
  • procurarsi guanti in materiali alternativi da tenere in casa e da portare con sé in viaggio per un'eventuale emergenza. Esistono guanti costituiti da polimeri sintetici (es. neoprene, stirene-butadiene) che presentano ottime caratteristiche in termini di elasticità, sensibilità tattile e capacità di protezione (simili ai classici guanti chirurgici), mentre altri (es. quelli in polivinile o politene) possono essere utilizzati in varie mansioni, come le pulizie domestiche. Attenzione: il termine "guanto ipoallergenico", riportato sulle scatole dei guanti, indica un minor contenuto in additivi e NON in proteine in grado di provocare allergia!
  • utilizzare profilattici appositi costituiti da polimeri sintetici (es. poliuretano)
  • portare con sé una confezione di adrenalina autoiniettabile (Fastjekt) nel caso l'allergia si dovesse manifestare con reazioni sistemiche gravi.
 
Alcuni persone con allergia al lattice possono manifestare anche delle sensibilizzazioni nei confronti di certi alimenti, specialmente di origine vegetale, che contengono proteine simili a quelle del lattice (banana, ananas, pesca, albicocca, prugna, ciliegia, melone, fichi, uva, avocado, mango, papaia, castagna, patate, pomodori, sedano, latte, uova). Nella maggior parte dei casi non sono necessarie restrizioni dietetiche, tranne quando l'ingestione di tali alimenti comporta sintomi allergici conclamati (prurito, edema, ecc...).

Data di redazione Archivio Saninforma.


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