Sostituti del sale: si o no?

La riduzione della quantità di sale (Cloruro di sodio - NaCl) che si assume quotidianamente, rappresenta un provvedimento importante quando si soffre di pressione alta. Eccedere con il sale, comunque, non è un bene per nessuno.

Quanto sale?

Il consiglio dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per la popolazione in generale è di non superare i 5 grammi al giorno, ma la media italiana, fra quello aggiunto con la cottura e come condimento e quello naturalmente presente nei cibi, è di circa 10 grammi. Limitare il consumo di sale sarebbe dunque opportuno per tutti. Per avvicinarsi ai limiti raccomandati occorrerebbe tuttavia adottare una dieta completamente priva di sale aggiunto, poiché il quantitativo presente negli alimenti copre di gran lunga il fabbisogno giornaliero (calcolato in 0,5 grammi al giorno). Questo procedimento può tuttavia rendere la dieta poco appetibile e difficilmente proponibile per la maggior parte della gente, anche se il sacrificio per adattarvisi sarebbe di breve durata: il palato, infatti, si adegua ad una dieta insipida in 2-4 settimane, periodo durante il quale la riduzione del sale può essere fatta gradualmente. Non bisogna inoltre dimenticare che il sale può essere sostituito con spezie e aromi naturali che possono rendere le pietanze altrettanto gustose e saporite. Basta pensare all'aglio, alla cipolla e alle moltissime erbe aromatiche tipiche della nostra cucina come il basilico, il prezzemolo, il rosmarino, il peperoncino, la maggiorana, il timo, la menta.

I sali iposodici

Chi non riesce o non vuole rinunciare a cibi sapidi e, per motivi di salute, deve seguire una dieta a basso tenore di sodio, può trovare un possibile aiuto nei sostituti del sale (es. Novosal, Sal Dieta) in cui il cloruro di sodio è sostituito parzialmente dal cloruro di potassio.
L'aspetto più importante da evidenziare per tali prodotti è appunto l'elevato contenuto di potassio, costantemente presente per più del 25%. Il potassio è una sostanza importante per l'organismo soprattutto per la contrazione muscolare e la regolazione dell'attività cardiaca; per questo la sua concentrazione deve rimanere entro determinati limiti. L'assunzione di potassio attraverso questi sostituti salini si va ad aggiungere a quella che normalmente avviene attraverso gli alimenti, pur se in quantità diversa a seconda di come vengono utilizzati. Quando impiegati per insaporire i cibi dopo la cottura è presumibile che la quantità assunta sia modesta (tanto più che se usati in grandi quantità possono risultare sgradevoli a causa del retrogusto amaro-metallico del sale di potassio). Diverso è invece se vengono utilizzati anche nella cottura, in sostituzione al sale da cucina.
Se nelle persone sane, che non assumono potassio da altre fonti, questo non rappresenta un rischio particolare, merita invece attenzione l'eventualità, certamente più frequente, che ad utilizzare questi prodotti siano persone ipertese. Se queste persone sono in trattamento con determinati farmaci vi è il rischio che l'eccessiva assunzione di potassio provochi iperpotassiemia (o iperkaliemia). Questa evenienza si può presentare con farmaci antipertensivi come i potassio-risparmiatori (es. Spironolattone), gli ACE inibitori (es. Captopril, Enalapril, Lisinopril, ecc.) e i sartani (es. Losartan, Telmisartan, ecc.) che sono in grado di provocare ritenzione di potassio. Un'altra situazione ancora più rischiosa riguarda le persone con funzionalità renale ridotta che non sono in grado di eliminare efficacemente l'eccesso di potassio (anche quello contenuto nei soli alimenti). L'insufficienza renale e l'uso degli antipertensivi appena menzionati rappresentano dunque controindicazioni assolute all?uso di prodotti sostitutivi del sale. Altri farmaci infine possono provocare ritenzione di potassio, fra questi alcuni antinfiammatori (es. indometacina e piroxicam).
In assenza di queste situazioni, l'uso dei sostituti del sale si può ritenere sicuro, ma è bene comunque prestare attenzione ed essere in grado di rilevare precocemente eventuali segni di iperpotassiemia come battiti cardiaci irregolari, stanchezza, debolezza, pesantezza delle gambe, intorpidimento e formicolio alle mani, piedi e labbra. In presenza di questi segnali è consigliabile sospendere immediatamente l'assunzione di sale iposodico e contattare il proprio medico.

Data di redazione Archivio Saninforma.


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