Zanzara tigre: prevenzione innanzitutto
Che cos'è?
La zanzara tigre (il cui nome scientifico è Aedes Albopictus) è un insetto originario dell'Asia Sud-Orientale, presente da qualche anno in molte città. Sembra essere stata importata nel nostro paese attraverso il commercio di pneumatici usati.
A differenza della zanzara nostrana, la zanzara tigre è più piccola e presenta una tipica striatura sulle zampe e sul corpo; caratteristica comune è invece il fatto che è solo la femmina a pungere, per nutrire col sangue le uova che porta in grembo. La puntura provoca pomfi più grandi e dolorosi rispetto alla zanzara nostrana, cosa che rende facile l'individuazione.
Quali sono i serbatoi di riproduzione?
Dopo la puntura, la zanzara necessita di una piccola quantità di acqua per depositare le uova. Tombini, sottovasi, annaffiatoi, teli di nylon o pneumatici abbandonati con acqua stagnante sono i luoghi dove la zanzara tigre si può riprodurre. Le uova, infatti, deposte sulla superficie dell'acqua, una volta sommerse si schiudono. Le larve proliferano nell'acqua e in 6-8 giorni diventano zanzare adulte.
Quando è attiva?
La zanzara tigre di solito punge di giorno, preferibilmente al mattino e nel tardo pomeriggio.
E' attiva da maggio a ottobre, pur con variazioni relative al clima e alla stagione, dopodiché depone uova dette ''di resistenza'', capaci di superare, anche in assenza di acqua, le rigide temperature invernali e giungere all'estate successiva.
La prevenzione
Per limitare la riproduzione della zanzara tigre è essenziale la prevenzione, che deve essere attuata con l'impegno di ogni singolo cittadino.
Mentre gli insetticidi (piretroidi sintetici es. Baygon) sono efficaci nei confronti degli insetti adulti, a scopo preventivo possono essere adottati alcuni semplici accorgimenti, come:
- eliminare, se possibile, dai giardini e dai balconi tutti i contenitori pieni d'acqua (sottovasi, annaffiatoi, ecc.) che rendono possibile la moltiplicazione della zanzara; se ciò non è possibile, è opportuno coprirli con una zanzariera o aggiungere circa 200 grammi di fili di rame per litro di acqua. In alternativa svuotarli una volta alla settimana, per interrompere il ciclo di riproduzione.
- nei ristagni d'acqua che non possono essere svuotati (tombini, scoline, ecc.) la cosa migliore è aggiungere un larvicida biologico atossico a base di Bacillus Thuringensis (es. Biolarkim, Vectobac) ogni sette giorni oppure ogni 14-21 giorni un prodotto sempre a bassa tossicità per l'uomo e per gli animali a sangue caldo a base di Diflubenzuron (es. Flubex compresse e Flubex Flow) da usare anch'esso alle dosi consigliate, che inibisce lo sviluppo larvale; un'altra possibilità consiste nell'aggiungere qualche cristallo di solfato di rame per ogni litro di acqua stagnante.
- tenere ben rasata l'erba dei giardini, eliminando le sterpaglie;
- immettere pesci rossi, che si nutrono di larve di zanzara, nelle vasche dei giardini;
- raccomandare a vicini e amici l'osservanza di queste semplici regole;
- ricordarsi, prima della partenza per le vacanze, di mettere al riparo dalle piogge tutti i possibili contenitori di acqua e di dare a persona di fiducia l'incarico di proseguire i trattamenti fino al rientro dalle vacanze.
È utile anche adottare misure di prevenzione delle punture di insetti: evitare l'uso di profumi e lacche per capelli, utilizzare zanzariere o insettorepellenti (in forma di lozioni, stick, spray, zampironi o fornellini elettrici). Gli insettorepellenti vanno usati rispettando le norme di impiego e vanno evitati da chi ha manifestato in precedenza reazioni indesiderate.
Se si viene punti?
Le punture di zanzara tigre possono causare gonfiori e pomfi pruriginosi di un certo rilievo, a volte accompagnati da dolore e rossore. Gli accorgimenti sono gli stessi che si adottano per la puntura della zanzara nostrana, vale a dire:
- Applicare un impacco con acqua fredda o ghiaccio per rallentare l'assorbimento del veleno ed alleviare il dolore (il ghiaccio non va messo a diretto contatto della pelle).
- Il prurito e la reazione infiammatoria possono essere controllati con una crema a base di idrocortisone, di libera vendita in farmacia e da impiegare secondo le istruzioni.
- Attenzione ad applicare ammoniaca: oltre ad avere un'efficacia non documentata, può rendersi responsabile, se non opportunamente diluita, di irritazioni locali di un certo rilievo.
Quando rivolgersi al medico
- Quando i provvedimenti sopra descritti non sono di aiuto e i sintomi conseguenti alla puntura di un insetto sono ancora presenti dopo 2-3 giorni.
- Se compaiono i segni di una infezione, che va sospettata quando l'area interessata si arrossa, diventa calda e gonfia e si ha febbre.
Data di redazione Archivio Saninforma.
Copyright © 2000-2013 - Az. Speciale Farmacie Comunali Riunite - Reggio Emilia
É vietata la riproduzione anche parziale di testi e immagini presenti sul sito.
É vietata la riproduzione anche parziale di testi e immagini presenti sul sito.




