Cataratta

Cos'è

La cataratta è una patologia caratterizzata dall'opacizzazione del cristallino, una ''lente'' che si trova all'interno dell'occhio. Il cristallino, che separa la camera anteriore dell'occhio da quella posteriore è costituito da particolari proteine che gli conferiscono trasparenza ed elasticità ed è la struttura che consente di mettere a fuoco gli oggetti.
La cataratta compare generalmente dopo i 60 anni, sebbene esistano anche forme congenite (e quindi trasmesse ereditariamente), forme secondarie a traumi (ad es. traumi oculari perforanti, calore intenso, traumi chimici), forme secondarie a trattamenti farmacologici (ad es. cortisonici) e forme secondarie a malattie sistemiche (ad es. diabete).
Relativamente alla localizzazione dell'opacità si distinguono tre tipi di cataratta: la cataratta nucleare, che colpisce parte centrale del cristallino, la cataratta corticale che colpisce la parte esterna, e la cataratta subcapsulare che colpisce la parte interna.

Come si manifesta

Il sintomo più importante è una progressiva perdita della vista. Sono inoltre segni caratteristici: vista offuscata o doppia, elevata sensibilità alla luce (fotofobia), percezione dei colori meno vivida, visione di macchioline o punti scuri. Può inoltre comparire miopia, ipermetropia o astigmatismo. La cataratta non provoca dolore e non è accompagnata da uno stato infiammatorio.

Cosa si deve fare

Se si ha più di 50 anni e si soffre di disturbi della visione e si accusano alcuni dei sintomi sopra descritti, è opportuno rivolgersi al proprio oculista per effettuare una visita oftalmologica completa. L'oculista, una volta esclusa la presenza di glaucoma, un aumento della pressione intraoculare che può causare una sintomatologia simile, e stabilita l'esistenza della cataratta, valuterà, con l'ausilio di appropriati strumenti, il tipo, le dimensioni e la sede dell'opacità del cristallino. Dal momento che, ad oggi, non esistono trattamenti farmacologici di provata efficacia per la cura della cataratta, l'unica strada percorribile è l'intervento chirurgico. Naturalmente medico e paziente valuteranno insieme la necessità di intervenire chirurgicamente rimuovendo il cristallino opacizzato e impiantando una lente sostitutiva.

L'intervento chirurgico

Attualmente esistono diverse tecniche chirurgiche: tutte hanno lo scopo di eliminare il cristallino opaco lasciando in sede solo la capsula (la membrana che lo sorregge), che costituirà il sostegno della protesi. La ''facoemulsificazione'' è attualmente la tecnica più all'avanguardia e si basa sull'impiego di una sonda aspirante ad ultrasuoni che frammenta il cristallino per poi aspirarlo attraverso un incisione di circa 3 mm. Attraverso questa piccola incisione viene successivamente inserita una lente artificiale che viene agganciata alla capsula. L'intervento viene generalmente condotto in anestesia locale (praticando alcune iniezioni indolore in vicinanza dell'occhio). Questo tipo di intervento, oggi generalmente eseguito in day-hospital o ambulatorialmente, permette una rapida guarigione (dell'ordine di giorni o settimane). Il 30% circa di coloro che hanno subito l'intervento chirurgico può tuttavia andare incontro ad una forma secondaria di cataratta, caratterizzata dall'opacizzazione della capsula di sostegno. Attraverso un trattamento laser (YAG laser) è possibile in pochi secondi rimuovere in modo indolore e definitivo tutte le opacità.

Dopo l'intervento

Dopo l'intervento chirurgico bisogna evitare per qualche tempo di sfregare o comprimere l'occhio operato, evitare di sdraiarsi sul lato dell'occhio operato, evitare sforzi fisici particolarmente impegnativi; è consigliabile inoltre portare occhiali da sole per proteggere l'occhio da correnti d'aria e dalla luce intensa.
E' permesso guardare la televisione e, a seconda della capacità visiva, leggere e guidare; è ammesso inoltre svolgere una moderata attività fisica.

Data di redazione Archivio Saninforma.


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