Perche sono utili gli spaziatori nell'aerosolterapia?

Gli spray dosatori

Gli spray pressurizzati predosati rappresentano i sistemi di erogazione più pratici e attualmente più utilizzati nella terapia dell'asma. Sono apparecchi multidose (circa 200/confezione) che rispondono alle esigenze della maggior parte dei pazienti adulti e dei bambini con più di 3 anni. Il farmaco, contenuto in una bomboletta di alluminio sigillata e pressurizzata, è sospeso in un gas propellente e viene rilasciato a dose costante per ogni erogazione.
Il principale limite di questa forma di somministrazione dei farmaci risiede nella difficoltà da parte di molti pazienti a coordinare correttamente la pressione manuale sulla bomboletta e l'inizio dell'atto inspiratorio, che risulta spesso o anticipato o ritardato. Per superare questo inconveniente sono stati realizzati gli spaziatori o camere di espansione per l'aerosolterapia.

Gli spaziatori o camere di espansione

Nei bambini in età prescolare e nei pazienti, soprattutto anziani, che trovano difficoltà di coordinamento ''mano-polmone'' e sono incapaci di usare correttamente uno spray dosato possono essere adottati gli spaziatori (o camere di espansione). Questi dispositivi consistono in un contenitore nel quale viene raccolto il farmaco spruzzato dalla bomboletta di spray per essere successivamente inalato. Dal momento che l'inalazione viene effettuata dopo che lo spruzzo è stato erogato non diventa più indispensabile coordinare l'azionamento della bomboletta con l'inspirazione, né inalare in modo lento e profondo. Inoltre l'inalazione può essere eseguita a più riprese, dal momento che la maggior parte delle goccioline più fini rimane sospesa all'interno dello spaziatore per più di 30 secondi dopo lo spruzzo.
Oltre a facilitare l'assunzione del farmaco, le camere di espansione presentano due importanti vantaggi. In primo luogo il breve lasso di tempo durante il quale il farmaco resta all'interno dello spaziatore è comunque sufficiente per far evaporare il propellente. Questo non solo evita la penetrazione a livello bronchiale di una sostanza potenzialmente responsabile di fenomeni irritativi (tosse), ma riduce anche le dimensioni delle particelle di aerosol che riescono così a raggiungere i bronchi in quantità largamente superiore (17-21%) a quella ottenibile con l'uso della bomboletta (7-15%). Numerosi studi clinici hanno dimostrato che l?adozione degli spaziatori aumenta l'efficacia degli spray dosati e riduce l' incidenza di effetti indesiderati.
L'adozione dello spaziatore diventa perciò molto importante quando si utilizzano cortisonici topici ad alte dosi e/o per lunghi periodi di tempo nell'obiettivo di migliorarne l'efficacia e ridurne gli effetti indesiderati. La superiore capacità degli spaziatori di raggiungere le zone più profonde dell'albero respiratorio assume proporzioni maggiori in caso di acceso grave di asma, quando l'inspiro ''cortissimo'' del paziente impedisce una sufficiente inalazione dello spray come tale.
Nel nostro paese esistono attualmente due diversi tipi di spaziatori: quelli cilindrici (Aerochamber 250 ml e Babyhaler per uso pediatrico, 350 ml) e quelli a forma conica (Volumatic Glaxo, 750 ml). Gli spaziatori sono formati da una camera di espansione di diverso volume, da un orifizio sul quale va adattata la bomboletta, da un boccaglio ed eventualmente da una valvola unidirezionale che si chiude ad ogni espirazione. Aerochamber è l'unico distanziatore universale che si adatta a tutti i boccagli. E' dotato inoltre di un sistema acustico che entra in funzione quando le inspirazioni vengono eseguite troppo rapidamente. Di quest'ultimo spaziatore vi è anche un modello con mascherina in silicone per uso pediatrico. L'utilità della presenza di una valvola non è certa, mentre numerosi studi hanno dimostrato la superiorità delle camere di espansione di grande volume su quelle più piccole. Lo svantaggio degli spaziatori rigidi è quello delle loro dimensioni che li rendono ingombranti e poco proponibili per un impiego fuori dalle mura domestiche. Dopo l'uso lo spaziatore, dopo essere stato smontato, va lavato con acqua calda e detergente liquido, indi risciacquato con acqua calda, lasciato asciugare all'aria e ricomposto. E' importante non asciugarlo con un canovaccio in quanto le pareti potrebbero caricarsi di elettricità elettrostatica che trattiene le particelle del farmaco aderenti alle pareti del distanziatore.

Data di redazione Archivio Saninforma.


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