Ustioni solari

Cosa sono

L'ustione solare è una infiammazione della pelle provocata da una eccessiva esposizione alla luce del sole (ma anche alla luce di lampade solari, quali quelle utilizzate nei saloni di bellezza). I raggi ultravioletti (o raggi UV) che si irradiano dal sole, infatti, oltre ad abbronzare la pelle, inducendo la produzione di melanina, provocano anche effetti dannosi sulla pelle. L'effetto dipende molto dal tipo di pelle di ogni persona (fototipo): chi ha la carnagione scura è meno sensibile ai raggi UV rispetto a chi ha i capelli biondi o rossi, la pelle chiara e gli occhi azzurri. Anche le parti del corpo non sono tutte ugualmente sensibili: gli occhi, il naso, le labbra sono più sensibili di braccia e gambe. I bambini e gli anziani inoltre sono più sensibili degli adulti. Un elemento importante è l'ora del giorno in cui ci si espone al sole: tra le 11 e le 15 il sole è più pericoloso, soprattutto laddove siano presenti superfici riflettenti la luce, come la neve, specchi d'acqua e sabbia.

Come si manifestano

I segni più comuni sono l'arrossamento della pelle (o eritema), che compare dopo alcune ore dall'esposizione. La pelle diventa dolorosa al minimo contatto e nei casi più gravi si presenta gonfia, con formazione di bolle, mentre possono comparire malessere generale, febbre, mal di testa. Il soggetto colpito va incontro a disidratazione e deve bere abbondantemente. La guarigione avviene nell'arco di alcuni giorni (da 3 a 20) a seconda della gravità dell'ustione, e la comparsa dell'abbronzatura nell'area ustionata va interpretata come un meccanismo di difesa dell'organismo ad eventuali successive esposizioni ai raggi solari.

Quali sono i rischi

Ripetute ustioni solari possono provocare un precoce invecchiamento della pelle (perdita di elasticità, formazione di rughe), alterazioni della struttura della pelle e, nei casi più gravi, sviluppo di tumori cutanei quale il melanoma.

Cosa si deve fare

  • Evitare l'ulteriore esposizione ai raggi del sole fino a quando l'eritema non si è risolto.
  • Applicare impacchi di acqua fresca o tiepida (non troppo fredda) per alleviare il dolore. Utilizzare successivamente creme emollienti ed idratanti.
  • Se l'infiammazione della pelle è notevole, applicare una crema contenente idrocortisone allo 0,5% (es. Lenirit); se la superficie ustionata è estesa l'uso di questo farmaco deve avvenire su parere del medico. È sconsigliato l'uso di antistaminici sotto forma di creme, poiché possono dar luogo a reazioni fototossiche per esposizione alla luce solare.
  • Se il dolore è molto intenso si può far ricorso a semplici analgesici per via orale a base ad esempio di paracetamolo (es. Tachipirina) o ibuprofene (es. Moment).
  • In caso di ustioni con comparsa di bolle il trattamento è lo stesso indicato nel caso delle ustioni da calore.
  • Bere molti liquidi.
  • Prevenire le ustioni solari esponendosi al sole in modo progressivo nei primi giorni e utilizzando filtri solari (creme, gel e latti)con adeguato fattore di protezione. Indicativamente, le persone con pelle molto chiara devono usare prodotti con fattore di protezione elevato (es.15) per tutto il tempo in cui si espongono al sole, mentre le persone di carnagione scura possono usare prodotti con fattori di protezione più bassi. Applicare un filtro solare sulla pelle però non significa potersi esporre al sole per tutto il tempo che si vuole, ma solo che ci si può esporre più a lungo prima che compaia l'eritema. Per esempio, se in assenza di protettivo solare ci si può esporre per 5 minuti senza incorrere nel rischio di eritemi, con un filtro solare a fattore 4 ci si potrà esporre per 20 minuti.
  • Evitare l'impiego di deodoranti, cosmetici contenenti bergamotto e non esporsi al sole se si assumono particolari farmaci (vedi scheda Fotosensibilizzazione da Farmaci).

Quando rivolgersi al medico

  • Quando compare febbre al di sopra di 39° C.
  • Quando il dolore dura per più di 48 ore.
  • Quando compare vomito, diarrea, brivido, polso rapido e aumento della frequenza respiratoria ci si sente confusi o si manifesta , shock o perdita della coscienza.

Data di redazione Archivio Saninforma.


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