Ulcera peptica

Che cos'è

L'ulcera peptica è una lesione del tessuto di rivestimento interno (mucosa) dello stomaco (ulcera gastrica) o, più frequentemente, del duodeno (ulcera duodenale).
Si tratta di una patologia molto diffusa. In ogni momento una o due persone su cento presentano un'ulcera gastrica o duodenale. La malattia si presenta a cicli in cui, dopo un periodo di riacutizzazione, segue un periodo più o meno lungo, di apparente guarigione.
La malattia è favorita da alcuni fattori quali: il fumo (che va evitato il più possibile), fattori genetici (più frequente tra i soggetti con gruppo sanguigno 0), l'età (più frequente negli anziani) e il sesso (più frequente negli uomini). Alcuni farmaci, come l'aspirina e gli antiinfiammatori, favoriscono la formazione di un'ulcera e possono aumentare il rischio di sanguinamento di un'ulcera preesistente.

Quali sono le cause

Il succo gastrico, formato da acido cloridrico e pepsina, ha la capacità potenziale di ''digerire''a mucosa con la quale è a contatto, nello stesso modo in cui digerisce il cibo.
Si forma un'ulcera quando i fattori protettivi della mucosa, quali la produzione di un muco viscido di rivestimento e i processi naturali di riparazione tessutale non riescono più a controbilanciare l'aggressione del succo gastrico. Le ulcere peptiche sono così chiamate proprio perché determinate dall'azione della pepsina sulla mucosa.
Le cause della rottura dell'equilibrio tra meccanismi di difesa della mucosa e fattori danneggianti a favore di questi ultimi, sono complesse e non ancora del tutto conosciute.
Ultimamente, la ricerca medica è pervenuta all'importante scoperta del ruolo di un batterio (Helicobacter pylori) come causa dell'ulcera.

Come si manifesta

Molti pazienti con ulcera possono non avere alcun sintomo e l'ulcera può guarire spontaneamente. Il sintomo principale è costituito da un dolore bruciante nella parte centro superiore dell'addome. E' un dolore intermittente, che va e viene, a volte descritto come senso di indolenzimento, pressione, pesantezza o sensazione di vuoto o di fame.
Esistono alcune differenze tra il dolore causato da un'ulcera gastrica e quello dovuto a un'ulcera duodenale.
 
Generalizzando si può affermare che il dolore da ulcera gastrica:
  • è spesso più forte durante il giorno;
  • non è alleviato dall'assunzione di cibo;
  • può peggiorare dopo breve tempo dall'assunzione di cibo.
Il dolore da ulcera duodenale:
  • si presenta più intensamente la notte;
  • viene alleviato dall'assunzione di cibo o di latte;
  • si ripresenta due o tre ore dopo il pasto.

La nausea e il vomito sono sintomi comuni ai due tipi di ulcera.

Quali sono i rischi

Le complicanze dell'ulcera si manifestano spesso durante le recidive e richiedono sempre l'immediato riferimento ad un centro medico.
Le più frequenti sono:
  • Emorragia. Si può presentare con vomito di sangue vivo o di materiale simile a fondi di caffè, emissione di feci scure, con aspetto catramoso. Può essere presente anemia all'esame del sangue.
  • Ostruzione pilorica o duodenale. E' dovuta al restringimento del lume dello stomaco per effetto della cicatrizzazione di un'ulcera o dello spasmo e del gonfiore associati a un'ulcera in fase attiva. Si manifesta con vomito abbondante e richiede l'intervento chirurgico.
  • Perforazione. Si verifica quando l'ulcera penetra attraverso l'intera parete dello stomaco o del duodeno, e può essere trattata solo con l'intervento chirurgico. Si manifesta con dolore improvviso, intenso che si diffonde attraverso l'addome e può essere riferito in sedi extra-addominali (schiena, spalle).

Cosa si deve fare

  • Non fumare. Le ulcere peptiche hanno molte meno probabilità di guarire con cure mediche nei pazienti che continuano a fumare.
  • Non assumere aspirina e in generale usare con cautela tutti i farmaci analgesici antiinfiammatori, avvertendo il medico nel caso fosse necessario prolungarne l'assunzione per più giorni. Fra i farmaci analgesici è consigliabile dare la preferenza al paracetamolo (chiedere al medico o al farmacista per un prodotto commerciale che lo contiene).
  • Consumare i pasti ad orari regolari. Saltare i pasti e mangiare in modo sregolato può peggiorare i sintomi. In caso di ulcera duodenale può essere utile assumere diversi piccoli pasti ad orari regolari per evitare che lo stomaco rimanga vuoto per troppo tempo.
  • Ogni soggetto ulceroso dovrebbe imparare a riconoscere ed evitare quegli alimenti che provocano un peggioramento dei suoi sintomi. Una dieta leggera non è necessaria. E' consentito condire normalmente il cibo. Molti pazienti notano un riacutizzarsi della sintomatologia bevendo succhi di frutta o assumendo cibi grassi o piccanti, ma questo non è valido per tutti. Comunemente vengono sconsigliati il pepe, il caffè, il tè, il cacao.
  • Evitare i superalcolici. L'alcool è un irritante della mucosa gastro-intestinale ed è ammesso solo in quantità molto moderate.
  • Non abusare di farmaci antiacidi. Molti di questi farmaci si possono acquistare in farmacia senza ricetta medica ed essere usati per il trattamento dell'ulcera, ma non per questo sono esenti da rischi. Il bicarbonato di sodio, ad esempio, pur essendo un antiacido molto potente, è controindicato nei pazienti ipertesi, con malattie cardiache e renali. Altri antiacidi possono causare stitichezza oppure diarrea.
  • Se possibile preferire le preparazioni liquide dei farmaci antiacidi (sciroppi, granulati solubili) che si sono dimostrate più efficaci della formulazione in compresse, poiché offrono una maggiore superficie di interazione con l'acido cloridrico.
  • Seguire scrupolosamente le cure consigliate dal medico e non interromperle senza averlo prima consultato.
  • Evitare il più possibile lo stress. Lo stress mentale non può essere causa di ulcera peptica, ma può rallentarne la guarigione o peggiorarne la sintomatologia.
  • Riposare il più possibile, riprendendo la normale attività non appena ci si sente meglio.

Quando rivolgersi al medico

L'ulcera peptica è una malattia cronica (dura per 15-20 anni), ricorrente, che deve essere diagnosticata dal medico sulla base della sintomatologia e mediante esami come la radiografia dopo un pasto di bario e la gastroduodenoscopia. Il paziente deve poi seguire scrupolosamente la terapia consigliata dal medico per tutta la durata indicata, anche se i sintomi scompaiono dopo i primi giorni di trattamento.
E' necessario interpellare con urgenza il medico se:
  • i sintomi non migliorano nonostante la terapia;
  • si osserva l'emissione di feci nere, insanguinate o con aspetto catramoso;
  • il vomito diventa abbondante, frequente, presenta sangue o materiale simile a fondi di caffè;
  • compare un dolore addominale acuto;
  • il paziente ha la pelle fredda, suda, si sente debole ed ha la sensazione di svenire.

Tutti questi segni infatti sono indicativi di complicanze.

Data di redazione Archivio Saninforma.


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