Fotosensibilizzazione da farmaci

Che cos'è

Particolari farmaci possono provocare disturbi alla pelle quando, dopo averli assunti per bocca o applicati direttamente sulla cute, ci si espone alla luce del sole. Si parla, in questi casi, di reazioni di fotosensibilità. Lo stesso farmaco non produce invece reazioni in assenza di esposizione alla luce del sole.
 
I farmaci che sono più spesso responsabili di queste reazioni sono:
  • certi antibiotici (farmaci utilizzati per curare le infezioni, come per esempio quelli del gruppo delle ''tetracicline''), e certi farmaci usati per curare infezioni delle vie urinarie;
  • certi diuretici (farmaci utilizzati per aumentare la produzione di urina e per abbassare la pressione); certi farmaci antidiabetici da assumere per bocca (non l'insulina);
  • certi farmaci usati per malattie del sistema nervoso o come antiallergici, chiamate in generale ''fenotiazine'';
  • certi farmaci utilizzati per i disturbi del ritmo del cuore (in particolare quelli contenenti una sostanza chiamata amiodarone);
  • certi farmaci usati come ''antireumatici'';
  • la pillola anticoncezionale;
  • le lozioni contenenti olio di bergamotto, di limone o di lavanda.

Come si manifesta

Le reazioni di fotosensibilità si distinguono in 2 categorie:
  • le reazioni fototossiche sono quelle che si sviluppano sulle zone della pelle esposte al sole. La loro intensità dipende fortemente dalla dose del farmaco: maggiore è la quantità di farmaco che si è assunto (o che si è applicato sulla pelle) più la reazione può essere grave, per una data dose di radiazione solare. La reazione compare dopo 5-18 ore dall'esposizione al sole ed in genere è massima dopo 36-72 ore.

  • le reazioni fotoallergiche coinvolgono il sistema immunitario di una persona, cioè il principale sistema di difesa contro sostanze che l'organismo riconosce come estranee a sè stesso. La reazione può estendersi anche a zone del corpo non esposte alla luce solare e può comparire anche solo dopo pochi minuti dall'esposizione, per raggiungere il massimo nel giro di alcune ore. Compare però solo dopo la prima esposizione al sole. Questo tipo di reazione non dipende dalla quantità di farmaco assunta.

Quali sono i rischi

Il rischio è quello di una grave ustione solare. Occorre rivolgersi al medico qualora si debba interrompere l'assunzione del farmaco, essendo possibile un aggravamento della malattia per la quale veniva assunto. In genere è preferibile continuare l'assunzione del farmaco e proteggersi dai raggi del sole come sotto indicato.

Cosa si deve fare

  • Se si prevede di doversi esporre al sole in modo abbastanza frequente e prolungato (ad. es. perchè si sta per partire per una vacanza al mare o perchè si deve lavorare all'aria aperta) e si devono utilizzare farmaci, è bene chiedere al medico se questi possono provocare reazioni di fotosensibilità.

  • Non sempre l'uso di creme protettive solari è in grado di impedire queste reazioni, a meno che non si usino prodotti a protezione totale (vedi scheda Ustione da Raggi solari).

  • E' più razionale evitare di esporsi alla luce diretta del sole, ricordando però di indossare comunque, quando si è all'aria aperta, abiti coprenti in tessuto molto leggero (es. camicie con maniche lunghe, gonne lunghe, cappello a tesa larga, ecc.). Le radiazioni solari infatti possono raggiungere il nostro corpo anche quando ci troviamo all'ombra, grazie alla luce riflessa da superfici come l'acqua, la sabbia o la neve.

Quando rivolgersi al medico

Il ricorso al medico sarà necessario ogni qual volta si sviluppi una reazione da esposizione ai raggi del sole (arrossamento, gonfiore della pelle, macchie, vesciche ecc.) e si stanno assumendo farmaci, soprattutto se del tipo di quelli indicati in precedenza.

Data di redazione Archivio Saninforma.


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