Anemia e preparati a base di ferro

La carenza di ferro è la causa più comune di anemia sia in Italia che nel mondo.
Il ferro è un elemento indispensabile per la vita; entra nella composizione dell'emoglobina, la sostanza, presente nei globuli rossi del sangue, responsabile del trasporto dell'ossigeno dai polmoni a tutte le altre parti del corpo. Quando la concentrazione di emoglobina nel sangue diminuisce, per insufficiente apporto alimentare di ferro o per perdita o distruzione dei globuli rossi, si parla di anemia sideropenica.
Nonostante un migliore apporto con la dieta ne abbia ridotto la prevalenza e la gravità, nei paesi occidentali continua ad essere un problema piuttosto frequente, soprattutto in alcune fasce di età, ovvero nei primi due anni di vita, negli adolescenti fra gli 11 e i 18 anni e nelle donne fra i 15 e i 45 anni. Le condizioni in cui può insorgere anemia sono la gravidanza, le eccessive perdite mestruali, un'emorragia intestinale, un ridotto apporto con la dieta o un alterato assorbimento intestinale.
Per curare questa forma di anemia vengono utilizzati i sali di ferro.

I sali di ferro

L'assunzione di sali di ferro è generalmente in grado di normalizzare la situazione.
I farmaci a base di ferro vanno assunti per bocca, accompagnati da un bicchiere d'acqua; dal momento che il cibo ne riduce l'assorbimento, andrebbero assunti a stomaco vuoto. Tuttavia, se insorgono disturbi gastrointestinali, possono essere presi insieme o subito dopo i pasti.
I preparati in soluzione vanno diluiti con acqua o succo di frutta e assunti preferibilmente con una cannuccia per evitare che macchino i denti (spazzolarli subito dopo l'assunzione del prodotto). Le compresse ''gastroprotette'' non vanno rotte o masticate prima dell'assunzione.
La durata della terapia è in genere di alcuni mesi, in quanto le scorte di ferro del corpo si ricostituiscono abbastanza lentamente.
La terapia con ferro per via endovenosa può essere associata a reazioni avverse anche gravi e va riservata a situazioni particolari. La somministrazione intramuscolare è sconsigliata.

Effetti indesiderati

I sali di ferro sono in genere ben tollerati; talora possono tuttavia comparire disturbi gastrointestinali quali: mal di stomaco, nausea, vomito, stipsi o diarrea. Questi effetti possono essere ridotti iniziando la terapia con dosi ridotte o assumendo i sali di ferro a stomaco pieno o durante i pasti.
L'assunzione prolungata può causare stitichezza.
I sali di ferro provocano colorazione scura delle feci, da non confondere con la presenza di sangue e impartire una colorazione bruna alle urine.
Segnalare al medico eventuali altri effetti ritenuti imputabili all'assunzione del farmaco.

Cosa dire al medico

Al momento della prescrizione di preparati a base di ferro, è bene informare il medico di tutti i farmaci che si stanno assumendo. Segnalare se si hanno malattie gravi ai reni o al fegato o si soffre di malattie gastriche (es. ulcera), intestinali (es. colite ulcerosa) o di malattie del sangue, se in passato si è sofferto di ''allergie'' a farmaci (compresi i sali di ferro) o di malattie quali eczema, asma, orticaria.

Alcuni suggerimenti

Il ferro è presente in buone quantità in alimenti come la carne rossa, le uova, il pesce e i legumi. Le altre verdure, al frutta e il latte sono poveri di ferro. E? da sfatare la convinzione che gli spinaci siano una buona fonte di ferro in quanto lo contengono sottoforma di composti non assorbibili.
Mangiando cibi contenenti elevati quantitativi di vitamina C (es. spremute di arance, kiwi) si favorisce l'assorbimento del ferro.
Evitare invece di bere latte o mangiare formaggio, yogurt, uova, tè, caffè e alimenti ricchi di fibre (es.pane integrale) contemporaneamente all'assunzione di sali di ferro, poichè ne ridurrebbero l'assorbimento. Se si devono assumere farmaci antiacidi, distanziare la loro assunzione da quella dei sali di ferro di almeno 2 ore.
I bambini sono particolarmente sensibili all'intossicazione da sali di ferro: in caso di ingestione accidentale è necessario rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso, anche in mancanza di sintomi, portando con sé il flacone del farmaco.

Data di redazione Archivio Saninforma.


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