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INFORMAZIONE
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Igiene e disinfezione in ambiente domestico
Da batteri, virus e funghi siamo circondati anche in casa, come in qualsiasi altro luogo. E tuttavia, questi microrganismi non rappresentano sempre una grave minaccia per la nostra salute da debellare a qualsiasi costo. Contrariamente a quanto si pensa, infatti, tra le mura domestiche le possibilità di contrarre un'infezione sono veramente scarse.
Quali sono le (poche) precauzioni davvero necessarie e i (molti) convincimenti da sfatare e correggere?
L'uomo
[torna su] L'ambiente domestico e gli oggetti d'uso Pavimenti e arredi
Le aree della casa e gli oggetti con un più elevato grado di umidità (bagni, cucine, water, lavelli, asciugamani o strofinacci da cucina) sono normalmente contaminati da batteri coi quali viviamo a contatto giornaliero. Il nostro sistema immunitario è però in grado di difenderci adeguatamente. Sicché l'obiettivo più realistico da perseguire è semplicemente un buon livello igienico, che si ottiene rimuovendo lo sporco, ricettacolo di germi.
Se non vi sono situazioni particolari, la convivenza con i germi non richiede perciò particolari provvedimenti: una pulizia frequente e un buon lavaggio con normali prodotti detergenti è tutto ciò che serve per mantenerne l'ambiente sotto controllo: è tempo e denaro sprecato cercare di ''disinfettare'' un pavimento.
Una drastica diminuzione della carica batterica ambientale - la distruzione completa non è di fatto realizzabile - può però rendersi necessaria quando in casa vi sono persone particolarmente suscettibili al rischio di infezioni, come i malati con compromissione delle difese immunitarie per un trattamento corticosteroideo protratto o perché affetti da AIDS o pazienti in dialisi domiciliare. In questi casi, si può ridurre la carica microbica di pavimenti, servizi igienici e arredi lavandoli con una soluzione di ipoclorito di sodio, la comunissima ed economica varechina in ragione di 30 ml per litro di acqua, avendo solo l'avvertenza di non usarla su superfici metalliche perché le corrode e neppure insieme ad acidi o prodotti che li contengono (ad esempio i disincrostanti per i water) perché sviluppa vapori tossici.
Biberon e tettarelle per l'alimentazione dei neonati devono essere lavati con acqua, detersivo comune e uno scovolino che rimuove i residui alimentari. Una volta puliti e risciacquati, vanno disinfettati con l'immersione, per almeno 90 minuti, in una soluzione di ipoclorito di sodio (es. Milton) o di clorossidante elettrolitico (es. Amuchina) in acqua potabile fredda. Prima di usarli vanno nuovamente sciacquati in acqua corrente. Nello stesso modo possono essere disinfettati i giocattoli di gomma o di plastica che il bambino mette in bocca.
Accessori per aerosol
Gli accessori degli apparecchi per aerosol dopo l'uso vanno accuratamente lavati in acqua corrente. Una volta terminato il ciclo di cure prescritto dal medico è consigliabile disinfettarli con la bollitura se ammessa (verificare in proposito le istruzioni allegate all'apparecchio) oppure immergendoli per 90 minuti in una soluzione a base di cloro (due cucchiai ogni litro d'acqua). Prima di riporli vanno sciacquati con acqua corrente e asciugati.
Se in casa vi sono animali
A questo tema è dedicata una specifica scheda informativa.
L'aria ambientale
Negli ambienti chiusi l'aria può essere veicolo di trasmissione di germi patogeni di malattie altamente contagiose (come l'influenza, il morbillo o la pertosse) contenuti nelle minuscole goccioline di saliva emesse da una persona ammalata con colpi di tosse, starnuti o nel corso di una normale conversazione. Queste goccioline tanto più sono veicolo di contagio quanto più il contatto con la persona ammalata è ravvicinato. Il mezzo di prevenzione più efficace nei confronti di molte malattie trasmissibili per questa via è la vaccinazione.
Sono invece inutili i disinfettanti ambientali in bombolette spray da vaporizzare nell'aria: con questi prodotti non ci si pone nemmeno il problema della dose da impiegare dal momento che, già in origine, la loro formula è enormemente sottodosata rispetto alle eventuali necessità. È consigliabile invece mantenere un buon ricambio di aria nei vari locali della casa aprendo le finestre per 5-10 minuti più volte ogni giorno. [torna su] La preparazione degli alimenti Un capitolo importante nella prevenzione delle infezioni acquisibili in ambiente domestico riguarda l'igiene nella preparazione degli alimenti. Salmonellosi, toxoplasmosi, botulismo, tifo sono solo alcune delle malattie provocate dai cibi infetti. Soprattutto l'estate, per le temperature elevate, è il periodo più a rischio perché il caldo associato all?umidità costituisce la condizione ideale per la proliferazione dei germi. Ma un minimo di attenzione è necessario in ogni momento dell'anno.
Può sembrare superflua la raccomandazione di lavarsi accuratamente le mani nell'accingersi alla preparazione dei pasti, soprattutto dopo un'attività che comporti un forte inquinamento come la cura di animali domestici e di allevamento, il giardinaggio o la pulizia dei sanitari. In realtà troppe volte laviamo le mani frettolosamente e senza sapone, e quindi possono fungere da veicolo di materiale contaminato.
Giova infine ricordare la necessità di proteggere gli alimenti dalle mosche, di tenere in frigorifero i cibi facilmente deteriorabili e di eliminare rapidamente i rifiuti domestici (soprattutto in estate quando il caldo li fa fermentare, rendendoli un vivaio naturale per i batteri). [torna su] Data di redazione Archivio Saninforma. - stampa
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