Diverticolosi e Diverticolite (La malattia diverticolare)

La malattia diverticolare è una malattia frequente nei paesi industrializzati. È caratterizzata dalla presenza nell'intestino di diverticoli, piccole estroflessioni della mucosa, a forma di sacco, dovute con molta probabilità ad uno spasmo della muscolatura che porta ad un aumento della pressione con conseguente fuoriuscita della mucosa nei punti dove la muscolatura stessa è più debole. Sotto questa definizione vengono ricomprese sia la diverticolosi che la diverticolite. La prima indica la semplice presenza di diverticoli, mentre la seconda indica una condizione complicata, in cui i diverticoli, a causa del ristagno delle feci, si infiammano.
Da quanto emerso da studi osservazionali sembra che l'insorgenza della malattia diverticolare sia dovuta ad una alimentazione troppo povera di fibra e ricca di sostanze raffinate.

La diverticolosi

È un problema che affligge oltre la metà delle persone anziane, anche se solo in una minoranza (20%) la malattia è clinicamente manifesta. In questi pazienti si possono manifestare disturbi addominali come crampi e gonfiore, a volte associati a stitichezza e diarrea. La presenza dei sintomi e la loro maggiore o minore entità non è proporzionale alla gravità della condizione. Il danneggiamento dei vasi a livello dei diverticoli può causare sanguinamento anche di una certa entità.
Frequentemente la diverticolosi viene scoperta casualmente durante indagini radiologiche o endoscopiche eseguite per altri motivi. In presenza di sintomi sospetti la diagnosi può essere fatta grazie a 2 indagini strumentali: clisma opaco con doppio contrasto o colonscopia.
In assenza di sintomi non è richiesto alcun trattamento e viene consigliata una dieta a elevato contenuto di fibre che riduce il rischio che si manifestino i sintomi.
In presenza di sintomi una alimentazione ricca di fibre porta ad un miglioramento soggettivo e sembra ridurre il rischio che la diverticolosi evolva in diverticolite. La raccomandazione di seguire in tutti i casi una dieta ricca di fibre, pur in presenza di dati non univoci, appare ragionevole pure in virtù dei potenziali benefici ottenibili in termini di salute generale.
Il trattamento sintomatico con antispastici (es. Antispasmina Colica ) per ridurre i crampi addominali, non è attualmente sostenuto da dati adeguati che ne confermino l'utilità. Il ricorso alla chirurgia è ingiustificato tranne che in pochi rari casi.
Sulla possibilità di prevenire la comparsa di episodi di diverticolite o le sue complicanze con l'impiego profilattico di antibiotici non assorbibili (es. neomicina, neomicina + bacitracina, paromomicina, rifaximina) non esistono studi clinici adeguati, anche se questa pratica viene spesso seguita.

La diverticolite

Quando la mucosa dei diverticoli si infiamma, a causa della permanenza di materiale fecale al loro interno, si parla di diverticolite, con diverse possibili complicanze come la formazione di fistole, ascessi, peritonite, occlusione ed emorragie. Le forme meno gravi vengono trattate con riposo, dieta liquida ed antibiotici. Al miglioramento dei sintomi si comincia a seguire una dieta povera di fibre con l'aggiunta giornaliera di preparati a base di psillio. Solo dopo un mese si può riprendere la dieta ricca di fibre come nella diverticolosi. In caso di diverticolite grave è necessaria l'ospedalizzazione.

Dieta per diverticolosi e diverticolite

Le persone che soffrono di malattia diverticolare devono aumentare il consumo di fibre. Questo aumento deve avvenire in modo graduale per limitare il più possibile gonfiori, meteorismo e flatulenza che comunque si risolvono generalmente in poco tempo, senza interrompere la dieta. L'azione delle fibre è strettamente legata all'acqua ed è quindi indispensabile assumere abbondanti quantità di liquidi (almeno 2 lt al giorno) lontano dai pasti.
In generale si consiglia di evitare una vita sedentaria, di adottare un regime alimentare che tenga sotto controllo il peso, di non saltare i pasti, di moderare l'assunzione di carne e di cibi troppo raffinati o "pesanti" che, rispetto alle calorie apportate, hanno uno scarso o nullo contenuto di fibre (evitare formaggi e salumi grassi, cibi piccanti, cibi elaborati, fritti, bevande gassate, alcolici).
Per aumentare il consumo di fibre nella dieta occorre:
  • prediligere pane, biscotti, ecc...a base di cereali integrali
  • consumare giornalmente 2 - 3 porzioni di verdura cruda o cotta. Le verdure più ricche in fibra sono agretti, asparagi, cavolfiore, carciofi, funghi, broccoli, melanzana, cicoria. Lattuga, radicchio, sedano e carote hanno una maggiore capacità di trattenere acqua e di aumentare quindi il volume delle feci;
  • consumare due porzioni al giorno di frutta. I frutti più ricchi di fibra sono kiwi, frutti di bosco, nespole, melograno e prugne, mentre quelli in grado di trattenere più acqua sono mele, arance e pere;
  • consumare legumi (fagioli, ceci, lenticchie, fave, piselli) due volte alla settimana.
Oltre che con gli alimenti la quantità di fibra necessaria può essere assunta tramite integratori di psillio e crusca che vanno assunti con molta acqua e lontano dai pasti per evitare che interferiscano con l'assorbimento delle sostanze nutritive degli alimenti.

Data di redazione Maggio 2008


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