Poliomielite

La poliomielite è una malattia virale acuta molto contagiosa. I più colpiti sono bambini sotto i 3 - 5 anni ma può interessare persone di tutte le età. È causata da 3 tipi di poliovirus, 1, 2 e 3. I virus infettano le cellule nel cavo orale, nella faringe, nelle tonsille, nei linfonodi del collo e dell'intestino tenue dove si moltiplicano; possono poi attaccare il tessuto nervoso manifestando gli effetti più devastanti, fino alla paralisi dei muscoli di braccia e gambe.
Fortunatamente in Italia, grazie alla vaccinazione obbligatoria dal 1966, la malattia è scomparsa. Dal 2002 anche tutta l'Europa è stata dichiarata libera da polio che però rimane ancora oggi presente in alcuni paesi del mondo (es. Nigeria, India, Pakistan, ecc...).

Come si trasmette

L'infezione poliomielitica si trasmette da uomo a uomo, soprattutto per ingestione di cibo e acqua contaminati dal virus emesso con le feci delle persone infette. Per questo la circolazione del virus è notevole dove le condizioni igienico sanitarie sono scarse. Più raramente il contagio può avvenire anche tramite gocce di saliva emesse con i colpi di tosse o gli starnuti di un soggetto malato. Il periodo di incubazione è in media tra i 7 e i 12 giorni, ma può variare tra 2 e 30 giorni.

Come si manifesta

La poliomielite si manifesta in diverse forme, alcune forme più lievi ed altre molto gravi.
Sintomi iniziali della malattia sono febbre, stanchezza, vomito, irrigidimento del collo e dolori agli arti.
La maggior parte delle persone infettate non manifesta alcun sintomo (forma inapparente). Queste persone tuttavia diventano un veicolo di contagio importante in quanto eliminano i poliovirus attraverso le feci.
Le forme conclamate fortunatamente sono rare e tra queste si possono riconoscere forme non paralitiche e forme paralitiche.
Tra le forme non paralitiche si possono avere:
  • la forma febbrile ha sintomi simil influenzali, tanto che spesso diventa indistinguibile da altre forme virali e si risolve nel giro di qualche giorno, senza nessuna conseguenza;
  • la forma meningitica si manifesta quando la forma febbrile si accompagna ad una lieve paresi che si risolve completamente nel giro di pochi giorni, senza conseguenze.
Nel 10% circa dei casi la poliomielite si presenta nella forma più grave, la forma paralitica. La paralisi può manifestarsi dopo 10 - 15 giorni dall'inizio dei sintomi simil influenzali tipici della forma febbrile non paralitica, ma il più delle volte non è preceduta da malattia minore. Generalmente in seguito ad una poliomielite paralitica, circa 1 paziente su 4 sviluppa un'invalidità permanente grave, 1 su 4 una invalidità moderata e 2 su 4 guariscono senza nessuna paralisi residua.
Il recupero dipende dal tipo di danno: predispongono a sviluppare un danno più grave ad esempio l'età più avanzata, una recente tonsillectomia, la gravidanza, uno stato di immunodeficienza, presenza di ferite e lesioni e lo svolgimento di attività fisica in concomitanza al manifestarsi dei primi sintomi della forma paralitica. Esiste infine una forma paralitica detta bulbare, caratterizzata dal fatto che l'infezione va a colpire i centri deputati al controllo dei muscoli respiratori, della deglutizione e del cuore. Questa forma è caratterizzata da una percentuale più elevata di mortalità.
I pazienti guariti possono andare incontro anche a distanza di molto tempo, a episodi ricorrenti di debolezza, affaticamento, ridotta tolleranza allo sforzo, dei muscoli colpiti nella fase acuta della malattia.

Qual'è la terapia

La terapia è solo sintomatica. Nelle forme non paralitiche è necessario solo riposo a letto per diversi giorni e possono essere eventualmente utilizzati dei farmaci analgesici e antipiretici. Nelle forme paralitiche è indispensabile il ricovero in ospedale per tenere sotto controllo l'evoluzione dei sintomi e per poter intervenire il più precocemente possibile in caso di bisogno (es. difficoltà respiratorie, compromissione del sistema urinario e intestinale, ecc...). La terapia fisica (fisioterapia) diventa importante durante la convalescenza. La possibilità di recupero muscolare infatti è massima nei primi 6 mesi, ma si possono avere miglioramenti anche per 2 anni.

Profilassi

L'unico modo efficace per combattere la poliomielite è la vaccinazione.
Dal 2002 in Italia la vaccinazione antipoliomielitica viene effettuata per via intramuscolare con il vaccino Salk allestito con virus uccisi. La vaccinazione è altamente efficace e la protezione permane per lunghissimo tempo. Il calendario vaccinale prevede 4 iniezioni (tre dosi nel primo anno di vita e la quarta dose tra il secondo e il terzo anno di vita per i nati prima del 01/01/2004 e tra il quinto e il sesto anno di vita per i nati dal primo gennaio 2004 in poi). Il vaccino Salk è sicuro. Gli effetti indesiderati si limitano a quelli tipici delle vaccinazioni (es. dolore nel punto di iniezione, febbre, ecc...).
Se ci si deve recare in un paese dove la poliomielite è endemica è consigliabile effettuare un richiamo con il vaccino Salk.

Data di redazione Marzo 2008


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